Di Simone
Tuesday 22 december 2009 2 22 /12 /Dic /2009 10:28
natale su facebook
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Di Simone
Tuesday 1 december 2009 2 01 /12 /Dic /2009 10:25


Nasce un caso sul Grande Fratello? Sul web viene pubblicato un video e circola il dubbio sull'autenticità del reality. In questo video pubblicato su YouTube si vedono Massimo e Veronica che parlano coricati nel letto e quando iniziano a raccontarsi i dialoghi con gli autori nel confessionale, un colpo di tosse dagli altoparlanti nella casa pone fine al racconto. Veronica, in evidente imbarazzo, osserva: «Mi sa che era per noi».
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Di Simone
Thursday 26 november 2009 4 26 /11 /Nov /2009 15:21
DISINSTALLARE un amore è un lavoro da specialisti. Una volta era più facile. Si svuotavano i cassetti dalle canottiere di lei o dei calzini di lui, poi la penosa divisione di libri e cd e giù in strada a svitare la targhetta del campanello. Da lì iniziava quella che gli psicologi chiamano "elaborazione del lutto" e che gli esseri umani, meno burocraticamente, conoscono come la traversata del deserto. Lunga un mese, un anno, a volte molto di più.

Oggi la bonifica materiale, fisica, dei ricordi è solo l'inizio, la parte più facile. Gli oggetti che possono innescare lo struggimento si individuano e si fanno fuori alla svelta. Li metti in uno scatolone, li restituisci o li affidi alle acque. Non così per le cose immateriali, email, foto e tutto l'infinito campionario di tracce digitali di cui è disseminata una relazione. Il cui numero è direttamente proporzionale a quanto ci si è "toccati", e quanto in profondità. Impronte che, sulla scena del crimine - la rottura - non si vedono a occhio nudo. Ma che tornano in superficie in modo carsico, con il tempo, quando meno te l'aspetti. Magari proprio quando l'istinto di sopravvivenza aveva appena ricominciato a fare il suo mestiere, sbiadendo i ricordi. O, come canta Ella Fitzgerald in Bewitched, Bothered and Bewildered, ridimensionando l'oggetto del desiderio ("Cutting you down to your size, at last").

E invece basta che, da una cartella inoffensivamente chiamata "varie" esca fuori quell'istantanea scattata con il cellulare di voi sorridenti in vacanza per riaprire una falla, allagare l'anima, condannarvi a tornare sulla scialuppa di salvataggio. Per questo servirebbero degli specialisti. Una Scientifica del cuore che scovi subito anche le tracce invisibili. E una squadra di artificieri che, una volta rinvenuto il frammento esplosivo (la lettera in cui ti giurava amore eterno, il biglietto elettronico di quel finesettimana a Parigi), sia in grado di disinnescarlo prima di saltarci in aria.

È una nuova pandemia sentimentale. Riguarda marginalmente i quarantenni, investe i trentenni, è "il" problema dei giovani Werther ventenni. Più sei connesso, più la tua vita passa attraverso la rete, più sei a rischio. Di seguito, grazie a testimonianze anonime di chi c'è passato, cerchiamo di ricostruire una piccola fenomenologia dell'amore (finito) al tempo di internet. Nomi e qualifiche sono inventati, mischiati, comunque resi irriconoscibili. I fatti sono invece tutti rigorosamente reali.

EMAIL. Per cominciare ci sono le email. Roberto, medico internista, 38 anni, ne sa qualcosa. "Ci scrivevamo un sacco. Ed entrambi usiamo Gmail, dove con tutto lo spazio che c'è non ti viene mai in mente di cancellare niente. Tantomeno la corrispondenza amorosa. Risultato? Non stiamo più insieme da mesi ma, quando ho cercato nei messaggi ricevuti il titolo di un film è venuta fuori una lettera in cui lo commentavamo insieme e che si chiudeva con una lancinante dichiarazione. Non sono un masochista, non mi vado a rileggere quello che ci siamo detti, cose vere allora e adesso non più, ma se lo sgambetto è colpa dell'algoritmo che ci posso fare?". Che ovviamente qui boicotta ma potrebbe anche aiutare. Basta selezionare tutti i messaggi che arrivano dall'ex e cancellarli in un colpo solo, ma ci vuole polso fermo per una chirurgia del genere. Chi vuole infierire, invece, li ordina per mittente e li rilegge in successione. L'arsenale dell'autodistruzione non ha mai avuto tante opzioni a disposizione.

SKYPE E MESSAGGISTICA. Se non bastassero i messaggi spediti, c'è anche la minaccia di quelli che si potrebbero spedire. O le comunicazioni che si potrebbero iniziare. Prendete Skype, spiega Ileana, 24 anni, Lettere all'università: "Ogni volta che apri il programma lui ti mostra la lista dei tuoi contatti. E ti fa vedere anche se sono online oppure no. Doppio possibile imbarazzo. Se il 'pallino' è grigio allora sai che, dal momento che lo teneva sempre acceso, non è in casa e ti chiedi dove sarà e con chi. Se invece è verde e non lo chiami, quell'omissione è già eloquente perché l'altro lo sa che ci sei. Entrambi lì, a un clic di distanza, e invece restate immobili, magari aspettando che sia l'altro a fare la prima mossa, che spesso non arriva. Peggio ancora se ti sei collegata per chiamare un altro: anche se ci pensi sotto 'quel' punto di vista, ti senti già una traditrice". Un gran casino. Lo stesso capita con la messaggistica. La lista dei contatti appare sempre con lo stato accanto. Se vedi che l'altro c'è, gli scrivi e quello non ti risponde che cosa significa? Una formidabile fucina di paranoie nuove di zecca, le tecnologie dell'informazione. Viene in mente l'impareggiabile Massimo Troisi di credevo fosse amore invece era un calesse: "Lei sta con un altro? E vabbuò, ma chi vi ha chiesto niente. Queste sono cose che si dicono alle spalle dell'interessato". Per neutralizzare almeno questa fonte di ansia, però, un trucco c'è. Scegliere "invisibile" per quanto riguarda il proprio status. Ufficialmente risulterete assenti. Se qualcuno prova lo stesso, a quel punto potrete decidere voi se rispondere o meno.

FOTO E VIDEO. Un'immagine, si dice, vale più di mille parole. A volte fa anche altrettanto male. La brutta notizia è che siamo circondati. Armati di telefonini multimediali, ognuno è un fotografo che non risparmia un clic. Le nostre esistenze adulte sono documentate come prima solo gli esordi di un neonato. Un'iconografia parossistica che, se le cose vanno storte, vi perseguiterà. Carlo, manager trentenne: "Sì, ho un cellulare con una risoluzione da 5 megapixel e il grilletto facile. Scattavamo in continuazione. Dopo la rottura ho perso le foto sul pc e le ho confinate in una directory segnalata dall'icona del pericolo radiazioni. Pensavo fosse sufficiente. Ma ci sono un sacco di scatti, ho scoperto con i mesi, che non avevo rinominato subito e si chiamavano semplicemente IMG030409 o cose del genere. Non c'era che da aprire per capire cosa c'era dentro". Non solo: a volte i file erano stati copiati, e non spostati, dalla location originaria. Il bello della digitalizzazione è che la ridondanza non costa niente. Ma a quel punto ripulire diventa impossibile. Lo stesso, ormai, vale per i video. Chiara, architetto di 32 anni, ne ha fatto l'esperienza davanti ad Andrea, nuovo pretendente alla seconda uscita: "Eravamo da me e gli stavo facendo vedere degli scatti da una vacanza in un posto dove era stato anche lui. Serata tranquilla, fase ancora esplorativa. A un certo punto nella stessa cartella c'è un file con un nome alfanumerico, ci clicco per sbaglio e parte la struggente serenata che il mio ex mi fece al ritorno da quella vacanza. Non è stato un bel momento".

FACEBOOK. La vera arma di distruzione di massa della privacy è però Facebook. Nonché, ovviamente, sogno incoffessabile per gli inconsolabili o gli stalker cibernetici. Rosy, grafica ventenne, è stata vittima e carnefice: "È micidiale. Puoi capire tante di quelle cose di come procede la vita dell'altro che fa quasi paura. A parte gli status update da cui apprendere gli umori dell'ex ("meravigliosa la festa di ieri!!!"), ci sono le foto caricate, i link condivisi, i commenti degli "amici" sotto le une e le altre. Una volta rischiavo di impazzire a seguire la conversazione sul 'muro' di lui con una tipa che aveva cominciato a fare dei complimenti. Ok, è un musicista, è abbastanza normale. Ma quella si spingeva sempre più in là come una vera groupie californiana anni '70. E io non avevo neanche più diritto di arrabbiarmi". Spegnere questo piccolo grande fratello internettiano si può. Basta "rimuovere" l'amato/a dalla lista di amici e non si avrà più la telecronaca in diretta del suo percorso di emancipazione da voi. Ma è una scelta, già dal punto di vista linguistico, drastica ("rimuovi"). Senza considerare che bisogna pigiare su una croce rossa. E se fosse così facile mettercela sopra, di qualsiasi colore, allora non vi farebbero neppure impressione le cronache del "faccialibro".

AMAZON E ALTRI INCIDENTI. Ammesso che siate riusciti nell'impegnativissimo disboscamento della selva digitale del vostro computer o smartphone, aspettate a dirvi in salvo. Avete fatto tanto, chapeau. Dato prova di forza d'animo, l'analista sarà orgoglioso di voi. Ma le trappole, come gli esami, non finiscono mai. Dario, programmatore trentacinquenne, c'è cascato come un principiante. "Avevo ripulito la scheda di memoria del mio super-telefonino. Avevo guardato dappertutto e non c'era più una singola immagine di lei. Poi, tempo dopo, è andato in tilt e ho dovuto riformattarlo a partire dal computer. Eccezionalmente, invece di sincronizzare solo i file diversi, ho dato il comando che il pc sostituisse tutto il contenuto del telefono. Vecchie foto comprese. E anche la suoneria personalizzata che le avevo attribuito e che trillava allegra ogni volta che chiamava. Tutto da rifare, insomma". Anche quando l'hardware è riverginato, i pericoli possono venire da fuori. Perché potete smagnetizzare i vostri possedimenti ma non l'intera rete. Orsola, ingegnere trentaduenne l'ha scoperto a Natale scorso: "Ero già in allarme per l'avvicinarsi delle feste che, convalescenti da un abbandono, valgono doppio nella scala dell'infelicità. Decido quindi di fare i regali via Amazon ad amici e parenti. C'era anche un tipo che avevo visto un paio di volte, volevo comprargli una cosa da poco che segnalasse un interesse senza compromettermi troppo. Navigo, scelgo, sono soddisfatta. Mi dico, 'vedi, se pensi a regalare qualcosa a un tipo nuovo vuol dire che fai progressi'. Mi avvio, sull'onda di questa illogica allegria, alla cassa virtuale, la carta di credito già sguainata e qui si consuma la beffa. 'Vuoi spedire questi regali all'indirizzo usato l'ultima volta?', chiede il sistema, e mi sbatte in faccia il suo domicilio. Vado nel riepilogativo degli ordini e vedo una sfilza di una pagina, tutte le cose che gli avevo comprato e si potevano leggere anche le dediche che avevo allegato al pacchetto. Ho rinfoderato la Visa e ho ripiegato su una libreria locale, dove nessuno conosceva né me né lui".

I computer disconoscono il diritto all'oblio. Non per cattiveria, sono stati pensati così. Ma la memoria totale, come spiegava Jorge Luis Borges nel celebre racconto su Ireneo Funes, può essere la più feroce delle condanne. Se ricordi veramente tutto del passato, nessun dettaglio escluso, rischi che questa zavorra diventi insopportabile e non ti faccia concludere niente del presente. Tanto più vero per quanto riguarda i sentimenti. Molto più sano, nonostante Google e gli implacabili archivi dei social network, aspirare a un epilogo come quello cantato da Paolo Conte in Fuga all'inglese: "È tutto un grande addio/un giorno Gondrand passerà/te lo dico io/col camion giallo porterà/via tutto quanto e poi più niente resterà/del nostro mondo/da-da-da".

E voi come cercate di cancellare un'amore appena finito???...
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Di Simone
Monday 23 november 2009 1 23 /11 /Nov /2009 17:24
Un aereo militare C130 è caduto vicino all’aeroporto di Pisa durante un’attività addestrativa. Dalle prime informazioni ci sarebbero cinque vittime, tutte le persone a bordo. Nessun superstite. L’aereo, è precipitato all’interno dell’area pre-aeroportuale. Allo Stato Maggiore dell’Aeronautica confermano che l’aereo è precipitato in fase addestrativa. Non si hanno ancora conferme di eventuali superstiti. Sul posto ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine, insieme a personale di soccorso dello scalo aeroportuale. L’aereo è precipitato alle 14,10 subito dopo il decollo. L’impatto è avvenuto immediatamente fuori la zona aeroportuale. Il C130 della 46esima Brigata aerea di Pisa si è incendiato e le squadre di soccorso sono attualmente impegnate a spegnere le fiamme.

L'incidente Il C-130 è stato visto da alcuni testimoni avvitarsi e precipitare. Lo riferisce il sindaco di Pisa Marco Filippeschi. L'aereo sarebbe caduto dopo l'impatto contro i fili dell'alta tensione. L’incidente è avvenuto in località Le Rene, vicino a Coltano. L’aereo, sempre secondo quanto saputo dal sindaco, è caduto sulla linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti-Cecina, una tratta secondaria.

I soccorsi Due elicotteri dei carabinieri sorvolano a bassa quota la zona campestre compresa tra Coltano e l’aeroporto militare di Pisa, dove è caduto il C-130 dell’aeronautica militare. I resti dell’aereo sono sparsi in un raggio di circa 150 metri. L’aereo, prima di precipitare, avrebbe urtato e strappato alcuni fili dell’alta tensione sopra la linea ferroviaria. Sul luogo del disastro aereo operano decine di agenti delle forze dell’ordine e decine di vigili del fuoco ancora impegnati nello spegnimento dell’incendio. Nell’impatto con il suolo l’aereo è andato in pezzi. Il troncone di coda è l’unico rimasto più o meno integro. L’incendio sarebbe stato spento e i vigili del fuoco avrebbero individuato i corpi di tre dei cinque membri dell’equipaggio.

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Di Simone
Wednesday 18 november 2009 3 18 /11 /Nov /2009 11:46
L'appuntamento è alla Professional Developer Conference 2009 che apre i battenti oggi, martedi 17 novembre, a Los Angeles con Ray Ozzie, Chief software architect di Microsoft, a fare da illustre cerimoniere dell'evento. Evento durante il quale il gigante di Redmond presenterà una novità molto attesa: la versione beta di Office 2010. Per gli sviluppatori ufficialmente coinvolti nei programmi MSDN e TechNet la nuova release della suite per ufficio più popolare al mondo è già disponibile; per il grande pubblico, la possibilità di scaricarla dal sito che Microsoft ha già predisposto è solo questione di giorni.

Detto che su un altro sito, quello di file sharing BitTorrent, pare sia già presente una versione trafugata e non autorizzata di Office 2010, la "beta release" a cui verranno tolti i veli domani è di fatto un aggiornamento di quella "Technical Preview" del software presentata a luglio. Con la nuova versione desktop faranno quindi capolino gli strumenti di lavoro sicuramente più attesi dalla comunità degli sviluppatori e naturalmente dagli utenti, e cioè i vari Word, Excel, PowerPoint e OneNote in edizione Web based, utilizzabili cioè direttamente via Internet. La nuova suite si porterà appresso il rilascio di vari software a corredo (come SharePoint Server, Visio e Project), sia per le aziende che per gli utenti finali, ma ciò che segna l'avvento di Office 2010 è fuor di dubbio la sua doppia natura. Quella classica da installare "fisicamente" sul computer e quella di pacchetto di applicazioni (più leggere rispetto alle prime) cui poter accedere gratuitamente on line, esattamente come avviene con i sempre più popolari programmi di produttività personale di Google (Google Docs) o quelli di una start up molto agguerrita in questo campo come Zoho.

Che il lancio del nuovo Office sia un ulteriore fronte di sfida fra le due compagnie americane – rivali anche nei sistemi operativi, Android e Chrome Os contro Windows, e nei motori di ricerca, con l'avvento di Microsoft Bing – è praticamente scontato. Gli analisti sono casomai molto più attenti a capire come la disponibilità di una versione gratuita di Office possa o meno produrre un impatto negativo sulle vendite della divisione più redditizia della società di Redmond. Rinunciare ai 150 dollari, tanto costa il singolo pacchetto Office più richiesto dal mercato, per mettere spalle al muro la grande rivale californiana porterà a Microsoft più benefici o più difficoltà? Office 2010 sarà in commercio - in cinque edizioni rispetto alle otto del passato - entro la metà dell'anno prossimo, quando cioè sarà del tutto affinata la nuova offerta Web (leggi pubblicità on line) legata alle funzionalità del motore di ricerca Bing: è questo il nuovo corso di Microsoft?

La suite in pillole: editing video in Power Point e co-authoring in Word I primi assaggi delle funzionalità presenti in Office 2010 si sono concretizzati lo scorso luglio in occasione della Worldwide Partner Conference, quando Chris Capossela, Senior Vice President della Business Division di Microsoft, presentò il nuovo arrivo come "la più avanzata soluzione sul mercato per la produttività individuale, fruibile da pc, telefoni cellulari e browser". Cosa si potrà fare, in estrema sintesi, con i nuovi software per computer più utilizzati al mondo?

Si va dalla possibilità di gestire sessioni di broadcast ed editing di video e immagini in PowerPoint alle avanzate capacità di visualizzazione dei dati in Excel e di co-authoring in Word e OneNote fino ai rinnovati strumenti per la gestione delle e-mail e del calendario di Outlook.

Poi ci sono le applicazioni pensate per il Web, che consentiranno di accedere ai documenti attraverso Windows Live o Microsoft Online Services (con un abbonamento a un servizio di hosting dei programmi) da qualunque luogo e da qualsiasi dispositivo nelle modalità cui milioni e milioni di utenti sono, oggi, abituati.
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